Vie d’acqua e di terra, infrastrutture per il turismo: un’opportunità da cogliere

Il mio intervento all’incontro “Vie d’acqua e di terra, infrastrutture per il turismo: un’opportunità da cogliere” che si è svolto il 20 maggio 2016 presso i Cantieri di Aprilia con la partecipazione all’Assessore regionale alle infrastrutture e territorio Mariagrazia Santoro.

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È doveroso ricordare l’importanza di Aprilia Marittima, nata a metà degli anni 70, con ingenti investimenti privati e pubblici e il significativo indotto specialistico della nautica da diporto.

Aprilia Marittima è una delle più importanti realtà occupazionali e di sviluppo del nostro territorio. La laguna rappresenta un patrimonio prezioso sia dal punto di vista ambientale che economico.

Vorrei brevemente ripercorrere la storia degli ultimi anni, con una riflessione sul periodo dell’emergenza in relazione al progressivo interramento del canale Coron, che è l’unico accesso per il comprensorio nautico di Aprilia Marittima, che conta più di 2.000 ormeggi.

Lo voglio fare partendo dal 1998, quando iniziarono le opere di dragaggio e protezione delle sponde, sulla base di un progetto predisposto dalla Direzione Regionale dei Trasporti.

Opere che vennero bloccate nel 2002 da parte del ministero competente per l’intervento non solo della nuova normativa sui rifiuti ma anche per la volontà di avviare quella onerosa, quanto difficile stagione commissariale.

Furono necessari 10 anni per capire che la grave emergenza ambientale non era così grave. Tanto da non avere nemmeno la validazione di organismi competenti quali Arpa e Azienda Sanitaria.

Stagione commissariale che si è chiusa nel 2012 tornando ad una gestione ordinaria, da parte della Regione.

Nell’estate 2014 i fondali avevano ancora livelli critici per la navigabilità in sicurezza delle imbarcazioni dirette alle darsene, da qui la necessità di un dragaggio per riportare all’originario valore batimetrico di fondo pari a 3 metri e mezzo per un tratto lungo 3500 metri.

Nel 2015 sono state avviate le opere di dragaggio per un importo dei lavori di oltre un milione di euro. Opere che si sono concluse ad ottobre 2015 con un risparmio di 130.000 euro rispetto alle previsioni.

È indispensabile proseguire in quest’ottica: sappiamo che la Regione sta lavorando al piano morfologico della laguna, che permetterà di definire il programma triennale dei dragaggi per rendere le manutenzioni lagunari un fatto ordinario.

Mi auguro che si possa proseguire con la stessa tenacia ed entusiasmo dimostrati finora.

Per questo mi sento in dovere di porgere un ringraziamento per l’efficacia dell’azione regionale che in autunno ha chiuso i lavori di dragaggio del canale Coron a dimostrazione che i lavori si possono fare bene, entro i termini stabiliti ed entro un preciso quadro economico.

Questi interventi dimostrano anche che il riconoscimento di sito di interesse comunitario non deve essere considerato come un limite, ma va considerato come ‘bollino di valore’, proprio in virtù del fatto che il modo in cui si opera in questo ambiente ne determina la tutela e valorizzazione.

Il nostro programma per Latisana parte da questo assunto, rileggendo territorio e ambiente come un’opportunità da sfruttare in chiave turistica.

Un turismo che, però, non è più fatto di speculazione edilizia, ma che è attento alle sostenibilità, facendo in modo che gli interventi siano programmati nel rispetto delle generazioni future.

Per questo è necessario un programma di interventi integrato che metta in relazione mare ed entroterra, Laguna e fiume Tagliamento, fiume Stella e Litoranea Veneta, che permetta di costruire una rete a più livelli di utenza e di modi di vivere e scoprire il territorio, fatta di vie d’acqua e di terra.

Vogliamo un territorio “attrezzato” per un’offerta variegata, accanto alle marine, dei servizi di bike sharing, percorsi cicloturistici che attraversino il territorio per raggiungere il Tagliamento e lo Stella e che di conseguenza possano dare valore anche alle realtà agricole ed ai prodotti della nostra terra.

Vogliamo finalmente vivere il Tagliamento non solo come emergenza, ma anche come risorsa positiva, attrezzandolo con attracchi leggeri che possano diventare un punto di interscambio tra barca e bici.

Riteniamo strategico creare le condizioni per favorire lo sviluppo di un distretto della Nautica, che vuol dire mettere insieme le realtà produttive e farle lavorare finalmente in maniera sinergica.

Per centrare questo obiettivo si deve raggiungere un’intesa tra i comuni di Latisana e Marano Lagunare, riguardo all’accesso al mare, all’organizzazione delle aree, con un’attenta ed omogenea pianificazione urbanistica.

Siamo consapevoli che è un programma ambizioso in un momento di risorse economiche limitate, per questo è necessario mettersi tutti insieme: investitori, Comune, Regione ed Europa, ciascuno nel rispetto dei propri ruoli, ma mossi dalla convinzione che lo sforzo è a vantaggio di tutti: attività economiche, turisti, cittadini, lavoratori, ambiente e paesaggio.

È una sfida che dobbiamo affrontare uniti e con la consapevolezza che le potenzialità esistono, abbiamo il dovere di farle fiorire.

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