Terre di Latisana: un programma per lo sviluppo e la valorizzazione del patrimonio rurale, ambientale e turistico.

Il mio intervento all’incontro “Terre di Latisana: un programma per lo sviluppo e la valorizzazione del patrimonio rurale, ambientale e turistico” con l’Assessore Regionale alle risorse agricole e forestali, Cristiano Shaurli, che si è tenuto il 24 maggio alle ore 20.30 presso i Casali Buffon di Pertegada. Un ringraziamento alle realtà del mondo agricolo e a i cittadini presenti all’incontro.

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Vorrei cominciare ricordando le nostre radici. Da secoli il comprensorio di Latisana è connotato da una spiccata e riconosciuta vocazione agricola.

Anche se negli ultimi trenta quarant’anni si è registrato un generale e progressivo abbandono del settore primario in favore di altre attività produttive, il territorio comunale è ancora contrassegnato da un paesaggio rurale esteso, da un tessuto socio-economico che trae le origini dalle tradizioni contadine e quindi da una marcata presenza di aziende agricole.

E’ importante ricordare che le colture più diffuse a livello di superficie sono i cereali e la soia, seminativi a carattere estensivo.
La restante superficie è dedicata alle colture specializzate come la vite, le coltivazioni frutticole (ad es. melo, pero e pesco) e gli ortaggi.
Va pure rimarcato il fatto che negli ultimi vent’anni si sono sviluppate molte fiorenti attività agrituristiche, fonte di speciale attrazione turistica del nostro territorio.

Partiamo da un consolidato requisito: il territorio di Latisana è inserito in un contesto ambientale di sicuro pregio. È alle spalle del mare, circondato dal fiume Tagliamento e dal fiume Stella arrivando alla laguna e al mare.
È favorito da idonee reti infrastrutturali (snodo autostradale e ferroviario, canali navigabili).

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Crediamo che tutte queste opportunità non siano state adeguatamente valorizzate in passato, in relazione alla posizione strategica e all’importanza delle risorse naturali presenti.
Considerando lo stretto legame nel quale devono essere coinvolte le attività agricole, il paesaggio e il turismo, s’impone la necessità di un cambiamento immediato di direzione gestionale e altresì l’apertura di una nuova prospettiva per il futuro della filiera agroalimentare, della tutela ambientale e dello sviluppo turistico.

Sono infatti convinto che la nostra vocazione turistica nasce prima di tutto dalla valorizzazione dell’ambiente naturale.

Va pertanto promossa con urgenza l’attuazione di un progetto integrato per il sostegno dell’economia legata ai nostri prodotti agricoli e, in particolare, al vino, alle strutture ricettive, all’enogastronomia, alla fruizione del paesaggio e al turismo culturale.

Un Comune verde e sostenibile per cittadini e turisti.
Un Comune attrattore economico per nuovi insediamenti produttivi di qualità.

Il nostro territorio, il suo ambiente e i suoi prodotti possono e devono assumere segni distintivi di valenza e qualità, mirati a richiamare molti turisti e consumatori italiani e stranieri, lungo un suggestivo percorso di “Vini e Sapori” che, snodandosi da Villa Manin al mare, ne garantisca un ruolo primario.

L’attuale quadro regionale evidenzia una continua crescita della domanda agroalimentare di qualità e di tipo biologico; in questo contesto vanno sfruttate appieno le molteplici potenzialità produttive del nostro comparto agricolo.

Sono un convinto sostenitore della valorizzazione delle nostre produzioni agroalimentari di qualità!

Faccio un esempio: perché non dare un forte impulso e notorietà ad una eccellenza del nostro territorio come l’asparago?
I produttori locali potrebbero, ad esempio, aderire al marchio collettivo di certificazione volontaria regionale AQUA (Agricoltura, Ambiente, Qualità), con la redazione di uno specifico disciplinare di produzione e, attraverso questo, collegare con maggiore incisività la produzione del nostro asparago al territorio, garantendosi così un notevole valore aggiunto. Questa idea può e deve essere replicata, con gli specifici attributi, anche ad altre caratteristiche colture.

È necessario investire nelle infrastrutture e nell’innovazione organizzativa, in modo da migliorare sensibilmente la mobilità e la commercializzazione dei nostri prodotti agroalimentari, meglio se sviluppate con nuovi approcci collettivi di filiera.

È altresì indispensabile coinvolgere gli imprenditori agricoli in tavoli tematici sui possibili finanziamenti ottenibili sfruttando le misure del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 del Friuli Venezia Giulia con particolare attenzione alle misure M16 relative alla cooperazione, improntate all’innovazione, che creano valore aggiunto non raggiungibile attraverso altri approcci tradizionali, che coniugano diversi aspetti del sistema rurale regionale.

Parliamo di promozione del turismo rurale slow, della valorizzazione delle risorse ambientali, culturali, paesaggistiche, della valorizzazione delle tipicità e delle vocazioni produttive del territorio.
In particolare la misura 16.7 permette la realizzazione di specifici progetti con investimenti materiali e immateriali attraverso un partenariato pubblico-privato e che prevede un aiuto in conto capitale.
Su questa misura ci impegneremo al coinvolgimento di 5 comuni per potere avere il numero minimo di adesioni previsto dal regolamento.

Dobbiamo puntare inoltre alla massima diffusione delle pratiche di coltivazione biologica, coinvolgendo le aziende in iniziative dedicate, forti delle importanti spinte offerte dal PSR 2014 – 2020 (PSR – misura M11), il quale, rispetto all’intera programmazione comunitaria precedente, ha più che raddoppiato i fondi disponibili.

La produzione viti-vinicola deve essere promossa valorizzando i piccoli e grandi produttori e privilegiando il commercio dei marchi di origine degli eccellenti vini già esistenti: DOC Latisana, DOC interregionale del Prosecco e il nascente DOC Friuli.

Sempre in chiave agro-turistico-ambientale ci impegneremo a coinvolgere almeno tre amministrazioni per presentare un progetto sulla misura 16.5 del PSR sul tema del “recupero agroambientale delle aree di interesse paesaggistico lungo le sponde e le anse del Fiume Tagliamento

È mia ferma intenzione, intenzione condivisa da tutte le liste che mi sostengono, promuovere il nostro comparto agricolo attraverso manifestazioni, giornate a tema, mercati dedicati e percorsi gastronomici.

L’11 novembre, San Martino, attualmente è una festa dedicata al semplice divertimento popolare.
Ma storicamente l’11 novembre rappresenta la giornata di chiusura dell’annata agricola, e a Latisana la Fiera di San Martino fu istituita secoli or sono come una importante e rinomata fiera–mercato del bestiame e dei prodotti della terra.
Per noi, la Fiera di San Martino dovrebbe riprendersi una bella quota della sua destinazione originaria, ossia di festa dell’agricoltura.

In conclusione, RINNOVIAMO LATISANA, il gruppo di liste che mi sostiene (Latisana 2016, Uniti per Latisana, Futuro Comune Latisana, Latus Anniae, Un’Altra Latisana), si impegnerà insieme alla Regione per attuare un programma organico di interventi a favore dello sviluppo del comparto agricolo locale e dei servizi ad esso collegati, accompagnando ed aiutando le aziende agricole ad essere più solide e competitive sul mercato.

E per farlo è necessario lavorare tutti insieme, aldilà delle appartenenze politiche e partitiche, con il solo scopo di perseguire il bene di Latisana.

Viva l’agricoltura, viva l’ambiente, viva Latisana!

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