Ospedale di Latisana: raccontare la verità!

Al sindaco di Palmanova Martines e alla sua capogruppo Savi voglio rappresentare tutta l’indignazione dei cittadini di Latisana di fronte alle loro affermazioni (clicca qui per leggere l’articolo) che, con la volontà di censurare l’apertura del loro consigliere comunale Di Piazza, a cui va riconosciuta grande onestà intellettuale, cercano di far passare la chiusura della pediatria e del punto nascita di Latisana come un atto di amministrazione illuminata a tutela della salute dei cittadini, accreditando addirittura un vantaggio economico.

Il gioco delle tre carte va bene per imbonire i passanti, ma è offensivo nei confronti dei cittadini vessati nei loro diritti ed inaccettabile per degli amministratori pubblici che hanno il dovere di dire sempre la verità.

Ciò che è stato fatto nel 2016, con la chiusura della pediatria e del punto nascita a Latisana non solo non è un atto obbligato o di buona amministrazione, ma una scelta perpetrata da lungo tempo con la complicità e l’istigazione nascosta di tutti coloro che hanno cercato di dividere il territorio cercando di accaparrarsi servizi per i propri cittadini sottraendoli ad altri.

E’ un’ulteriore comprova del modo attraverso il quale si è arrivati a dividere la Bassa Friulana rendendola prima subalterna a Trieste e poi all’Isontino, portando gli avanzi della buona gestione della Bassa Friulana, fatta di spese contenute e di efficiente sobrietà a colmare i debiti di altri che nel tempo hanno fatto fatica a trovare la strada dell’efficienza.

A tutti i cittadini e agli amministratori in primo luogo va reso noto che numerosi sono i servizi tagliati nel territorio dell’UTI Latisanese, a partire dalla pediatria e dal punto nascita, all’otorinolaringoiatria e alla terapia antalgica, senza parlare delle mancate sostituzioni di personale che investe anche i direttori medici dei reparti dell’Ospedale di Palmanova.

Paragonare il valore economico delle attività svolte nel 2014, prima che fossero stati effettuati i tagli,  con quanto accaduto nel 2016, è inaccettabile quanto sottacere che con la chiusura del punto nascita di Latisana, non solo si è creato un grave disservizio, ma si è assistito alla fuga delle donne verso l’Ospedale di San Vito al Tagliamento, che diversamente da Palmanova supererà i 1000 parti.

Va detto a chiare lettere che la fuga verso altre realtà produrrà un mancato introito di oltre 2.000.000 di euro a scapito di tutta l’azienda. Diverso sarebbe stato se si fosse sostenuto seriamente l’ospedale unico Latisana-Palmanova per tutte le specialità, che al pari con la chirurgia, la medicina, l’ortopedia, con un punto nascita articolato su due sedi, gestite dalla stessa equipe che avrebbe di gran lunga superato i 1200 parti contando sull’attrazione portogruarese.

Ma la miopia della visione di politica sanitaria, probabilmente improntata alla divisione e al desiderio di supremazia, alla fine ha reso tutti più deboli. Sia la bassa che guarda a Udine che l’isontino che guarda a Trieste, tenuti insieme in modo innaturale e penalizzante per entrambi.

Solo dallo stato dei fatti e dalla verità però può nascere un diverso assetto che può dare un futuro ai diritti alla salute dei cittadini di tutta la Bassa, da Lignano a Fiumicello anche via Palmanova.

Daniele Galizio
Sindaco di Latisana

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