La mia intervista per bassaparola.it

Classe 1974, imprenditore nel settore informatico, Daniele Galizio nel 2003 fonda a Latisana, dove è nato e cresciuto, Galileo Informatica. Una scelta che non ha mai rimpianto, anche nei momenti di crisi, e che ha contribuito a mantenere vivo il tessuto economico del paese. Di qualche settimana fa, la decisione di sciogliere gli indugi e presentare la sua candidatura a Sindaco, con l’appoggio di alcune liste civiche. Galizio si smarca dai partiti, non si preoccupa di chi ha tessere e guarda dritto all’obiettivo: cambiare Latisana. Quando gli si chiede se è pronto a sacrificare attività e famiglia, sorride: non c’è sacrificio se c’è passione.

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Chi è l’imprenditore Daniele Galizio?

Un consulente informatico, nato e cresciuto a Latisana, ben inserito nel tessuto socio-economico del paese. La mia società, Galileo Informatica, che conta sei dipendenti, è partner Microsoft e si occupa anche del supporto informatico per eventi musicali live, prevalentemente in Italia. Una bella nicchia. Vantiamo lavori per artisti quali Madonna, Rolling Stones, Depeche Mode, MTV EMA, Vasco Rossi e tanti altri.

Si sente la crisi?

Ho aperto nel 2003, la crisi si è fatta sentire nel 2010-11, ma il settore tiene bene.

Latisana offre possibilità di crescita agli imprenditori?

Le difficoltà per un imprenditore a Latisana ci sono, non è facile, non sarebbe veritiero affermare il contrario, è anche vero però che il settore che ho scelto mi permette di lavorare anche a distanza. Tuttavia, se tutti si fermassero di fronte alle criticità del territorio o ai rischi insiti nell’attività d’impresa, nessuno creerebbe lavoro a Latisana e, secondo me, invece, il paese ha grandi potenziali inespressi.

Tre parole per la sua campagna elettorale.

Rinnovamento, discontinuità, condivisione

Lei è un uomo pratico… un politico avrebbe impiegato tutta l’intervista. Adesso faccia anche un po’ il politico…

(Sorride) La missione è il rinnovamento delle persone e della cultura dell’azione politica a Latisana, persone nuove con metodi nuovi. La coalizione che si chiama “Rinnoviamo Latisana”, è una proposta alternativa alla gestione amministrativa degli ultimi anni, al di là dei partiti, da qui il concetto di discontinuità. Infine occorre necessariamente far sintesi a Latisana, andare oltre le divisioni politiche e unire la comunità.

Lei potrebbe trovarsi a essere il capofila di una Uti molto importante

Sono convinto che Latisana dovrà riassumere il ruolo centrale tra il lignanese e il sangiorgino, tra la realtà più importante a livello turistico della Regione e quella più importante a livello industriale. È una sfida che sono ben contento di accettare, è ora per Latisana di occuparsi e prendersi cura del territorio.

Perché un imprenditore decide di candidarsi Sindaco in un periodo così difficile per la politica?

(Ride) Per passione. Certo, sono consapevole delle sfide che mi attendono, ma sicuramente non si può far finta di nulla se le cose non funzionano al meglio, non si può semplicemente pensare che se ne occuperà qualcun altro. Quando mi hanno proposto la candidatura, prima di assumermi questa responsabilità, ci ho riflettuto e ho condiviso la scelta con la mia compagna Antonella. E poi, ripeto, per passione, se manca quella non si fa nulla.

Lei scende in campo già con tre liste, come ha trovato tutte queste persone?

Si, tre liste per ora, ma siamo aperti a chi altro fosse interessato al progetto. Il gruppo nasce attorno al blog www.latisana2016.it che è stato il catalizzatore di tante idee ed entusiasmo. Abbiamo condiviso un percorso, siamo partiti in 15-20 dai 35-50 anni e siamo arrivati a costruire una bella squadra pronta a governare Latisana.

Parliamo della connotazione politica

Sono liste civiche, il sottoscritto non ha mai avuto tessere. Mi smarco da questa ottica partitica.

Eppure in politica, si sa, prima o poi coi partititi bisogna accordarsi…

Per quel che mi riguarda, rispondo ai cittadini latisanesi. Basta con queste divisioni destra e sinistra che non interessano più a nessuno. Sicuramente nel gruppo c’è qualche tesserato di partito, ma l’ago della bilancia alla fine non pende da nessuna parte. Anzi la diversità è un valore aggiunto nel fare sintesi.

Donne e giovani

Nel gruppo la presenza femminile è molto importante. Invece è più difficoltoso avvicinare la fascia d’età dai 18 ai 30 anni, questo è uno degli obiettivi che mi sono prefissato. Coinvolgere i giovani, perché, diciamolo, noi quarantenni proprio così giovani non lo siamo più e se aspettiamo ancora un po’… (ride)

Cosa resta di quel ragazzo che nel 1994 era attivo nell’associazione “Attivaria” e scriveva sul periodico “Cosa facciamo” su cultura, politica, eventi…?

Ha lo stesso entusiasmo e crede ancora nel cambiare Latisana, perché da allora, in estrema sintesi, governano ancora gli stessi con i medesimi metodi.

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