Rimettere i Giovani al Centro

Crediamo sia necessario aprire una nuova stagione per le politiche giovanili. Ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza sociale, demografica e culturale. La diminuzione della componente giovanile della popolazione (adolescenti e giovani–adulti) è un dato costante e ciò porta a uno squilibrio sempre più grave con la popolazione adulta e poi anziana. Molti nostri giovani rischiano disorientamento e disagio, non avendo sufficienti possibilità di mettersi alla prova, di esprimere liberamente vocazioni, passioni e motivazioni. Fanno fatica a trovare un lavoro stabile e di qualità e, spesso, devono cercarlo altrove.

Non si tratta solo di riempire i programmi di parole o progetti specifici dedicati ai giovani in modo rituale, come è avvenuto negli ultimi 20 anni. Occorre rimettere al centro la questione giovanile e farne il perno intorno a cui costruire o con cui far dialogare le altre politiche di settore, con un approccio trasversale.

La “questione giovanile” non è solo un problema ma è sempre anche una risorsa, tanto più preziosa perché quantitativamente scarsa. Per questo vogliamo, prima di tutto, promuovere una maggiore e accurata conoscenza e ascolto dei bisogni, delle competenze e delle volontà dei giovani.

Lanciamo la creazione di una Consulta Giovanile e di forme di consultazione del mondo giovanile, in tutte le sue forme. In questo modo sarà possibile promuovere la giusta trasversalità tra le politiche giovanili e quelle culturali, sportive, lavorative, educative e così via.

La Consulta Giovanile è un organo consultivo del Comune, formato in genere da giovani dai 16 ai 30 anni, che consente alle istituzioni comunali di ascoltare i giovani e ai giovani di far sentire la propria voce, partecipando alla vita civica del proprio paese, facendo emergere bisogni, opportunità e proposte.
La Consulta promuove incontri e dibattiti su temi inerenti la fascia d’età d’appartenenza quali la scuola, il mondo del lavoro, lo sport, il volontariato, l’università e la cultura, lo spettacolo ed il turismo, contribuendo pertanto ad un approccio trasversale alle politiche giovanili.

Riteniamo importante individuare e rafforzare spazi pubblici e servizi dedicati alle giovani generazioni, dandogli rinnovato impulso e importanza, proprio a partire dall’ascolto che intendiamo dedicargli.

Si possono creare occasioni di incontro e socialità, di crescita culturale anche con figure con profilo educativo che stiano accanto ai ragazzi. Realizzare occasioni di dialogo tra le generazioni, facendo incontrare i giovani con adulti e anziani che illustrino la loro esperienza.

Sostenere la nascita dell’associazionismo giovanile e le realtà di promozione sociale nel ricco patrimonio associativo del nostro territorio.

Nell’ambito della loro auto-affermazione e autonomia è importante, inoltre, facilitare maggiori occasioni affinché i giovani possano esprimersi liberamente, nello sport, nella musica, nell’arte in genere.

Con questi intenti, rilanciamo l’idea di un Centro di Aggregazione giovanile con spazi adeguati e attrezzati per le passioni e le vocazioni dei giovani (arte, musica, spettacolo, ecc.) e una modalità di gestione e organizzazione rispettosa dei loro orientamenti e volontà.

Diamo nuovo impulso alle funzioni dell’Ufficio Informagiovani, collegandolo con le attività di consulta e aggregazione giovanile, promuovendone i servizi specifici in relazione anche alle politiche del lavoro, della formazione e agli altri servizi e risorse del territorio che vogliamo promuovere:

l’ammodernamento delle scuole e degli spazi dedicati alla formazione, la biblioteca comunale, il teatro e le altre attività culturali, lo sport e l’associazionismo.

Nell’ambito dei progetti di riuso e riqualificazione degli spazi verificheremo la possibilità di attrezzare un’area adeguata per la realizzazione di uno skate-park e di spazi dedicati allo sport ad accesso libero.

La proposta di un tale approccio trasversale a tutte le politiche locali è stata sperimentata ormai in molti comuni della regione e in intere aree di integrazione socio-sanitaria del Veneto, ad esempio. Partendo dal mettere nel bilancio comunale, oltre alle risorse dedicate, la cifra di 1 euro per abitante ogni anno, in modo da disporre di un finanziamento autonomo per la definizione e realizzazione di un progetto innovativo rivolto ai giovani. Una comunità attenta ai giovani è quindi una comunità che non solo ascolta o dedica spazi e parole per i giovani, ma che investe su di loro e in ciò che ciascuno può dare per questo.

I luoghi che ci hanno provato, soprattutto città medio piccole, non hanno certo risolto tutti i problemi o sviluppato tutte le potenzialità dei giovani, ma hanno reso più attento ai bisogni reali e anche un po’ più felice vivere in quei territori. Una città amica dei bambini e dei ragazzi è senz’altro un posto migliore anche per gli adulti.